Senza una vittoria al Referendum i nostri mari non sono al sicuro

  Il prossimo 17 aprile i cittadini italiani si recheranno alle urne per decidere se cancellare la norma che attualmente consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Lo stato dell’arte è il seguente: ad oggi nessuna società petrolifera può chiedere nuovi permessi e nuove concessioni;…

Il sì al referendum: tutta la verità – contributo di Katiuscia Eroe

Sul referendum del prossimo 17 aprile, il fronte del no e dell’astensione continua a mettere in giro dati e ragionamenti falsi e fuorvianti che nascondono il vero cuore del problema e l’oggetto della consultazione referendaria. Tutti sull’attenti a difendere le fonti fossili strumentalizzando il vero tema e non difendendo realmente gli interessi dei cittadini e dei lavoratori.

Nessuno dice con chiarezza che il quesito referendario ha l’obiettivo di cancellare un vero e proprio condono fatto con la modifica normativa voluta dal governo Renzi a dicembre 2015, che consente alle società petrolifere, che hanno titoli abilitativi entro le dodici miglia marine, di continuare a ricercare ed estrarre idrocarburi (gas e/o petrolio) a tempo indeterminato. Prima di questa modifica le regole erano ben diverse e tutte le concessioni avevano una scadenza concordata all’atto della firma. Come d’altra parte dispone la norma ogni qual volta che si dà in uso, ad una società privata, un bene di proprietà dello stato, che si tratti di idrocarburi, acqua, spiagge o suolo. E come si prevede nel caso delle piattaforme petrolifere e dei permessi di ricerca oltre le dodici miglia marine o sulla terraferma.

Referendum Trivelle: le balle degli astensionisti – contributo di Andrea Boraschi

C’è una nota che sta facendo il giro del web. L’ha scritta una giovane donna, si chiama Michela Costa. È un testo piuttosto lungo, molto parziale, disinformato, tendenzioso. A oggi ha fatto oltre 13mila condivisioni.
Faccio campagne (ora per l’ambiente, prima di altra natura) per professione e da diversi anni. Lo so (mi spiace: lo so) che una cosa come quella scritta da Michela non arriva ad avere l’impatto che sta avendo per caso. Che di fenomeni “spontanei” come questo, in sostanza, non ne esistono. C’è un’agenzia (almeno una, a quanto ne so) che sta lavorando sul buzz in rete e sui social, con grande efficacia e con una capacità di far circolare disinformazione senza pari. Ma lasciamo stare, questo conta poco…

Allarme clima: febbraio il quinto mese consecutivo con temperature superiori di un grado rispetto alla media

Allarme clima: febbraio il quinto mese consecutivo con temperature superiori di un grado rispetto alla media. Accordi di Parigi a rischio. Avviare la transizione economica. I dati climatici diffusi dalla Nasa relativi al mese di febbraio, confermano l’allarmante dinamica del surriscaldamento terrestre in atto e gettano sinistre ombre sulla sostenibilità dell’accordo raggiunto alla Cop 21…

Trivelle, corsa al petrolio nei mari italiani tra referendum e riforma costituzionale

È stata definita una svolta epocale, eppure, a pochi mesi dalla Conferenza ONU di Parigi sui cambiamenti climatici, bisogna fare i conti con l’imperturbabilità di una corsa al petrolio e alle fonti fossili che riguarda l’Italia come il resto del mondo. La Strategia Energetica Nazionale approvata dal Governo Monti nel 2013 lo diceva chiaramente: “l’opportunità…

Referendum 17 aprile: ecco la mappa di Legambiente delle piattaforme e dei permessi entro le 12 miglia

La loro produzione rispetto al fabbisogno nazionale incide per meno dell’1% per il petrolio e del 3% per il gas. “Titoli già rilasciati entro le 12 miglia senza più scadenza: una normativa che non vale per nessun’altra concessione e lascia la possibilità di appropriarsi di una risorsa pubblica a tempo indeterminato” Il referendum del 17 aprile…

Idrocarburi in mare e lavoro: facciamo chiarezza

I sostenitori del “no” al referendum abrogativo sulle estrazioni di idrocarburi in mare utilizzano due argomenti principali: il fabbisogno energetico nazionale e i posti di lavoro. Entrambi gli argomenti, però, costituiscono un falso problema. Le multinazionali che chiedono un permesso per cercare o una concessione per estrarre idrocarburi non lo fanno per corrispondere alle esigenze del…

Sindacalisti per un nuovo modello di sviluppo ed energetico

Trivelle: sindacalisti Cgil lanciano appello per dire sì al referendum
‘Sindacalisti per un nuovo modello energetico e di sviluppo’

Roma, 11 marzo – Oltre quattrocento le prime firme di sindacalisti della Cgil che, a livello individuale, hanno deciso di sostenere l’appello a favore del referendum contro le trivelle invitando a votare Si’ il prossimo 17 aprile.